una serata quasi perfetta
di daniele
Dom 9/8/09, ore 18:30
una serata, per essere perfetta, abbisogna di pochi, ma essenziali ingredienti. primo fra tutti: che non ci sia ivan a rovinarvela. secondo: che nessuno, in assenza di ivan, vi parli tutta la sera di puttane e amianto. terzo: che qualcuno, il giorno dopo, sia in grado di raccontare qualcosa che non sia riconducibile al tema puttane e amianto, e magari vi faccia pure fare bella figura. ecco, dovendo sostituire io come meglio posso e quindi assai indegnamente il resocontista ufficiale, sicuramente oggi verrà a mancare il terzo ingrediente e, di conseguenza, la serata non passerà alla storia come perfetta (e pazienza, me ne farò una ragione). ma posso assicurarvi che gli altri due ingredienti, ieri sera, erano ben presenti e meravigliosamente mescolati: perciò, belle le mie gioie, tirate un respirone di sollievo e accingetevi, con animo finalmente lieto, a leggere quanto segue.
una volta tanto, l'organizzazione è appannaggio esclusivo del buon fede. e una volta tanto, manco a dirlo, risulta davvero impeccabile. nessun messaggio subliminale del tipo -21 108- o del tipo -21 erbe e chi non viene peste lo colga-, ma soprattutto nessuna diserzione: e provateci, a dare buca a fede, e il giorno dopo vi ritroverete ridotti in catene, in quel di begato, costretti a vedere una partita di calcio dilettantistico bulgaro con telecronaca in cinese mandarino (fabio), oppure, se vi dice male, a compattare cartoni sotto l'occhio inquisitore dei vigilanti ikea (bigd) o, se siete l'elfo, a continuare a vivere da elfo (peggior condanna non è data, che io sappia).
manuel, terrorizzato dall'idea di finire i suoi giorni fosforescente, con le gambine mozzate, disperso nelle selve oscure che fan corona al comune di bargagli, si presenta addirittura con tre ore di anticipo all'angolo del café latino. io e leo, che invece paventiamo una comparsata di ivan, ce la prendiamo comoda, scrutando con apparente disilvoltura gli angoli più remoti della piazza. poi, tranquillizzati dall'arrivo di fede senza borsa al collo (mai chiedere cosa contiene...), rasserenati dal fatto che non abbia avvisato ivan, né ne sia stato pedinato, pian piano il sollievo, adeguatamente annaffiato con un po' di birra, si trasforma in sfrontatezza. e dalla sfrontatezza alla molestia, si sa, il passo è brevissimo: -e tu? niente ferie, ancora? ma quand'è che deponi la tanichetta di diserbante?-, esordiscono maligni leo e manuel. -beh, i sindacati stanno trattando per la mia assunzione all'aster, a fine mese dovrebbero farmi sapere qualcosa...-, risponde candido fede. -un sistema più semplice e rapido per farsi assumere subito a tempo indeterminato ci sarebbe-, lo interrompo. -e quale?-. -rapire la vincenzi. non per tenerla in ostaggio, ma per prenderla a cappellate sulle tette flaccide e raggrinzite finché non ti grida, con quella sua vocina così aggraziata, sììì, fede, ti faccio assumere come capoarea... e tu giù un'altra cappellata... aah sììì fede ti prendo io come funzionario... sìììììì come assessore, ancora dai! sììì-. -ma non dire stronzate, dai, mi fa senso quella donna, con quei capelli che sembra la medusa-. -belin, fede, dai, mica ti pietrifica. e poi è un piccolo sacrificio che dura pochissimo... quante cappellate delle tue pensi che ci vogliano per sfondarle lo sterno? il tutto per un grande risultato.... e considera che un politico qualsiasi ti chiederebbe il culo..-. -già, almeno non sei passivo-, rincara la dose leo. -no, ragazzi, mi spiace ma non me la sento-. -vabè, fede, per fortuna c'è un'alternativa, assai più sbrigativa e del tutto indolore... o quasi...-. -e sarebbe?-. lascio passare tre secondi, giusto per creare un po' di suspence, poi sparo: -un pompino al tuo presidente!-. -mavaccagare!!!-. -ma guarda che.. non dico un lavoro, che magari se glielo fai bene ti fa ministro e quello tecnicamente non è un lavoro... ma potresti guadagnarci un abbonamento decennale al milan, in tribuna! accanto a galliani, o forse addirittura sulle sue ginocchia!-. -mavaccagare!!!-. -e dai, fede, pensaci-, insiste leo, -dieci anni di milan, anche se non c'è più kakà-. -e neanche pirlo, tra un po'-, allude manuel. -ma a parte che l'abbonamento l'ho già fatto...-. -...e allora non ti rimane che accettare un ministero...-. -ma smettila! e comunque pirlo resta, abbiamo preso huntelaar e leonardo, l'allenatore, è un grand'uomo. fa pure della beneficenza, sapessi-. -e ti credo! coi soldi che gli paga il TUO presidente sarei capace anch'io!-, esclama manuel. -soprattutto coi soldi del TUO abbonamento, oltre a quelli delle TUE tasse-, aggiunge leo. -una volta ci ha pure invitati a cena. e ha offerto lui-. -ah, ecco la beneficenza-, chioso io, -ma beneficenza per beneficenza, potresti farne un po' anche tu con il TUO presidente... in fondo, che è un pompino a un anziano se non della gran beneficenza?-. -ma vaccagare-.
a questo punto, il gonfiarsi della carotide di fede mi suggerisce che forse è meglio cambiare argomento. ma tempo di andare su da stavros e tutti, a turno, torniamo ad assillarlo col milan che perde i pezzi, i derby anche d'estate... povero fede, è il caso di dirlo: hai proprio delle merde di amici.
-siete proprio delle merde di amici-, concordano gianluca e i due gianni non appena metto piede al 108 (che, guarda la coincidenza, è sulla strada verso casa tutte le volte che ritorno dai caruggi...). vabbè, sorvolo sul resto della serata, sicuro come sono che abbiate abbastanza fantasia per immaginarvi com'è andata. magari, poi, c'eravate pure voi...ah sì? e già che c'eravate, belin, potreste anche raccontarmela, eh! di mio, non mi ricordo più una sega.